LUIGI ARCHETTI

 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
           
 
 
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Rezensionen
Luigi Archetti - Fragments On Speed, Slowless And Tedium

domizil 26 (www.domizil.ch)
www.oltreilsuono.com
5. Juli 2008

Diciannove "frammenti" di musica, di una durata variabile da un minuto e mezzo a sette circa, identificati semplicemente da un numero progressivo. Una confezione in cartoncino e un'immagine di copertina decisamente semplice ed essenziale, un titolo invece decisamente meno "sintetico" ma che descrive già abbastanza compiutamente le intenzioni e l'"impronta" musicale del CD. Musica che evidentemente non vuole essere d'impatto, non intende "trascinare", "emozionare" nel senso stretto del termine, ma che più "modestamente", in modo piuttosto freddo e apparentemente "distaccato", ma non per questo necessariamente meno efficace nel risultato finale, vuole "suggerire" frammenti più o meno lunghi di materiale sonoro costruito attraverso strutture piuttosto semplici, poco elaborate, quasi minimali direi, e suoni anch'essi piuttosto "essenziali" ma al tempo stesso ricercati, ben selezionati e non affatto banali. Tra le note che accompagnano il CD leggo che la sorgente sonora dei diciannove "frammenti" è costituita da improvvisazioni di chitarra elettrica, il cui suono è evidentemente spesso riconoscibile (talora compaiono frammenti persino "melodici"), ma che, evidentemente effettata, trattata, rielaborata e in vario modo manipolata, non sembrerebbe essere, all'ascolto, l'unica ed esclusiva sorgente sonora. Il CD scivola via in modo fluido, elegante, coerente, sicuramente piacevole e a tratti persino "accattivante". Certo non fa "sobbalzare" dalla poltrona, ma non credo proprio che questo tipo di "reazione" rientrasse nelle intenzioni dell'artista. Nonostante la dichiarata e innegabile "frammentarietà" delle singole parti costituenti il CD, c'è da dire che il lavoro nel suo insieme appare invece decisamente omogeneo e coeso, sostanzialmente ben fatto, e sicuramente consigliabile soprattutto a chi, avvicinandosi all'ascolto, più che ricercare "forti emozioni", si aspetti "semplicemente" un'ora circa di piacevole materiale sonoro, sicuramente fuori dagli schemi, "discreto" ma non anonimo, "essenziale" ma non semplicistico.
Giuseppe Verticchio


the WIRE / Issue Nr. 297
November 2008

Electronically treated guitar improvisations by the Swisss-resident Italian, familiar to me for a couple of innocuous duos with Bo Wiget on Rune Grammofon.
Fragments on Speed, Slowless and Tedium works in a similar vein, Archetti relying on sliding tones and simple string strikes, whose edges he blurs and shaves shards from, generating subtle pitch manipulations. The mood shifts slowly but slightly, with grittier textures and scratchy surfaces drifting placidly into earshot.
Archetti handles the material capably, though his playing is a bit too wafty and as such not especially memorable. There’s clearly not enough going on here to justify the running time – considering the album’s title and the fact that the names of all ist 19 tracks include the words „fragment“, 64 minutes doesn’t feel like a particularly fragmentary duration.
Reviewed by Nick Cain


Asmus Tietchens
16. Oktober 2008 / Mail an domizil.ch

Im Laufe dieses Monats höre ich recht viele neue Musik, lerne ständig neue Namen kennen und habe mir bei all dem sogar meinen Enthusiasmus als Hörer bewahrt. Und das gilt vor allem für Archettis (ein mir völlig neuer Name) CD "Fragments on Speed, Slowless and Tedium".
Er schafft es tatsächlich mit einem relativ (!!!) begrenzten Fundus an Geräuschen und Klängen neunzehn Fragmente zu kreieren, die über die Gesamtdauer von 63 Minuten nicht ein einziges Mal redundant oder gar langweilig werden. Und die Stücke sind wohlproportioniert, sowohl in der Dynamik als auch in den einzelnen Längen. So soll es sein. An diese CD ist nichts Geschwätziges, nichts vordergründig Zeitgeistiges. Sie ist einfach gut gearbeitet.